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Risvegli.

Ho sempre pensato che Amore uno debba meritarlo. Così da bambina ho iniziato a dire ciò che andrebbe detto o fare ciò che andrebbe fatto per mettere l’altra persona nella condizione di poter vivere la vita che avrebbe sempre voluto. Ho fatto grande pratica con mia madre e i suoi problemi da trentenne in divenire. Il fatto è che non ho mai creduto che la mia volontà dovesse avere avere un peso nelle scelte e nella vita altrui. Ho sempre voluto le persone libere, libere dalle catene che cerchiamo di mettere manifestando le nostre esigenze e le nostre volontà. Come potresti esistere nella tua essenza, se ti vincolassi? Questa palestra è stata funzionale e ho speso buona parte della vita a mettere in pratica tutto ciò con le persone dalle quali desideravo essere amata. Perché dovresti amarmi se non riesco ad essere leggera come una piuma, sulla tua vita? Perché dovresti amarmi se non sono in grado di comprenderti e sostenerti anche oltre a ciò che voglio io, a ciò che desidero io? La terap...

Perché.

Oggi il mio primo atto di protesta. Sono chiusa in casa da 46 giorni. Per chiusa intendo che non esco nemmeno sul pianerottolo, nemmeno per sbaglio. Ho optato per un taglio netto e radicale dei contatti col prossimo. a)non ho attività che commerciano beni di prima necessità b)non ho un datore di lavoro che mi “obbliga” ad andare a lavorare c)non lavoro nella sanità d)ho la fortuna di potermi permettere tre mesi senza entrate. La spesa la faccio da bottegai che fanno le consegne. Quello che non trovo, visto le tante intolleranze e allergie, ho scoperto che può essere ordinato direttamente dal produttore e arriva in 24/48h anche in piena pandemia. Posso ordinare libri, quaderni, penne, cibo per animali domestici... ho scoperto che tutto può arrivare fino davanti alla porta di casa tua. TUTTO.  Tutto, tranne il buonsenso. Ho fatto questa scelta radicale a 34 anni, in salute, nel pieno, come si suol dire, delle forze. L’ho fatto perché credo che la differenza la facciano le persone. Cr...

Housewives

Da tempo voglio fare un post al riguardo. Questa è la storia di una donna alla quale viene insegnato che nonostante tutto è una costola. Questa è la storia di una donna che ha passato gli anni più spensierati a fissare il dito che indicava la luna e a pensare che non ci fosse niente di più grande. Questa è la storia di una donna che per anni ha ringraziato l’uomo sbagliato (articolo indeterminativo, cit.) per essere riuscita a sopravvivere al suo passaggio e persino a farne tesoro. Questa è la storia di una donna che si è rialzata da sola per poi incontrare, una volta in piedi, le ennesime braccia che sembravano dare e che invece chiedevano, si, che chiedevano proprio a te che non vedevi l’ora di dare. Vi sento, mi sento, da troppo tempo dire:”non mi ero sbagliata su di lui e questo mi ha dato consapevolezza”, come se la consapevolezza di una donna dovesse passare necessariamente SEMPRE dal riconoscimento di questa da parte di un uomo, che sia il padre, l’amico, il fidanzato, il marito...

28 giorni dopo

Ebbene sì, anche io sono tra quelli che scrivono “movie lover” per descrivere hobbies e passioni. C’è uno spazio libero da pensieri che si apre davanti a me ogni mattina. Il primo spiraglio di luce colpisce la finestra della vecchia palazzina nella quale vivo e si riflette sullo specchio della cassettiera liberty che ho messo sul pianerottolo. Poi il sole gira ed entra in casa spingendosi fino verso la camera da letto. Quello in genere è il segnale per alzarsi. Dopo la dose di probiotici giornaliera mi sposto come calamitata davanti alla porta finestra del terrazzo. Se non c’è freddo la apro e prendo il sole del primo mattino, altrimenti, come oggi, mi lascio scaldare dai raggi attraverso il vetro. Fuori gli uccelli cantano, ormai si sono trovati tutti una compagna per la stagione. Niente più corteggiamenti, tra poco sarà solo il tempo del polline. I primi quindici giorni sono stati i più difficili fini ad ora: credevo di aver capito tutto eon parte é stato così, però le maglie della v...

Extremes are never long lasting

Giorno 1 Definitivamente non ero pronta. Non ero pronta al fatto che decisioni estreme venissero prese e imposte da qualcuno che non fossi io. Perché diciamocelo, sul ridurre al minimo le uscite e i contatti, sull’uscire solo per necessità o per andare in un posto lontano da tutti eravamo d’accordo, il Governo ed io. Durante le ultime due settimane ho preceduto di almeno un giorno tutte le decisioni prese. Troppo poco, troppo tardi comunque. La limitazione della propria libertà è qualcosa che, anche se giustamente imposta (credo, chi diavolo ha mai vissuto qualcosa di simile?), è qualcosa che fa sentite in gabbia, o almeno cosi accade a me: maniaca del controllo, incapace di accettare le cose per quello che sono, ansiosa, paranoica, vagamente ipocondrica, terrorizzata dall’idea della morte e dell’abbandono, dell’incertezza e dell’irrimediabilità. COVID-19, vuoi mettere definitivamente alla prova i i miei nervi? Tutto insieme, tutto in una volta. Quando suonano alla porta tutte le tue p...
La verità è che non eravamo pronti, o almeno io non lo ero. L’epitaffio di Marcel Duchamp recita: “ del resto sono sempre gli altri a morire”. Ed è così, ogni volta che pensiamo alla morte pensiamo a qualcosa che in qualche modo non ci riguarda. Riusciamo anche ad essere lucidi, vedendola, riconoscendola lì, al di la del vetro che separa noi dalla stanza dell’imputato. La verità è che non siamo pronti perché in qualche modo crediamo che le brutte notizie debbano dare una qualche sorta di preavviso. Beh, non lo fanno, se ancora lo pensate. La verità è che molto spesso succede proprio cosi, tu ti svegli una mattina e non sai che è sarà ultima, esci di casa preoccupandoti di quello che hai nel frigorifero senza poter essere certo che questo sia un problema che ti riguarderà. Solo che non lo sai, quindi rimani nella tua comfort zone: il presente è ora. Tra due ore... chissà dove saremo. Un’epidemia è arrivata nelle nostre case, che ci piaccia o meno, che l’avessimo sentita arrivare o men...